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mercoledì 24 giugno 2009

Il Malleus Maleficarum ovvero il martello delle streghe

Un terribile periodo fatto di roghi e persecuzioni da parte della Santa Inquisizione per eradicare il male che tentava di farsi largo tra la gente tra satanismo e riti di stregoneria vide sorgere un testo nel 1486 che tutti riconoscono con il nome di Malleus Maleficarum ovvero il martello delle streghe. Questo manoscritto venne appunto pubblicato da due frati Domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer al fine di combattere il dilagare dei fenomeni eretici del tempo.

Il Malleus Maleficarum di fatto è una raccolta di processi inquisitori e di relazioni di torture applicate a quelle persone che erano state incriminate di stregoneria e satanismo dell'epoca.
Su approvazione del Papa Innocenzo VIII divenne il manuale uno quale guida per la caccia alle streghe infatti il Martello delle streghe divenne talmente famoso che non fu mai messo al bando dalla chiesa e divenne il secondo libro, dopo la Bibbia, ad essere letto dal mondo cristiano.

Non solo divenne popolare ma ne furono stampate diverse copie e versioni e una di esse anche tascabile. Per quello che riguarda il contenuto possiamo dire che non sia del tutto originale in quanto i due frati "scopiazzarono" molti dai testi più antichi che trattavano lo stesso argomento e nella prima parte del testo viene messa in risalto la debolezza femminile e il suo stato di essere più soggetta alle tentazioni di Satana.

Inoltre nel Malleus Maleficarum possiamo trovare confessioni fatte dalle streghe sui sortilegi e i poteri che esse erano capaci di usare. Tra le confessioni vengono messe in risalto le magie per lanciare maledizioni, volare ai sabba, distruggere i campi ecc.. Una nota importante è quella dei processi dove si spiega appunto che per essere inquisiti bastava essere sospettati dal vicino e che per difendersi bene dal tribunale dall'accusa non bisognava essere troppo vigorosi in quanto poteva essere interpretato male.

Una buona parte del libro spiega su come venivano fatte le torture a danno dell'inquisito. Tra di esse la più diffusa era quella del ferro infuocato che provocava dolorose ustioni sul corpo dell'inquisito o quella della rasatura del corpo per ritrovare il famoso marchio lasciato dal diavolo.

In un periodo storico fatto di superstizione il malleus maleficarum era un toccasana per i più credenti nel fenomeno e ormai era diventata la vera e propria guida ufficiale di un cacciatore di streghe.

-Shindai-

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